Cittadinanza: quei migranti che già sono sorelle e fratelli d’Italia

“La comunanza di studi è quella che lega davvero più di legami politici, istituzionali, ed economici, che lega l’umanità attraverso i suoi confini ed è antidoto alle incertezze internazionali”. Partendo da queste parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, Eraldo Affinati ci invita a riflettere sulla cittadinanza e su quanto i migranti che vivono nel nostro Paese sono già sorelle e fratelli d’Italia.

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Scuola: Affinati, alla Penny Wirton tutta un’altra Italia

“Le scuole Penny Wirton ci raccontano un’altra Italia, un’Italia bella che si mette in azione con un vero volontariato”. Esordisce così Eraldo Affinati, fondatore delle Penny Wirton, scuole d’italiano gratuite per migranti, nel video realizzato per la rubrica Persone del Tg1 della Rai.

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Un amore multiculturale

Zea Rehman è pakistano ed è arrivato in Italia quando aveva 12 anni. Dal 2009 vive a Senigallia. Qui ha frequentato l’istituto alberghiero e ha incontrato Federica: coetanea, italiana. In questo racconto ci porta per mano tra le difficoltà di una storia d’amore tormentata a causa della contrarietà della sua famiglia d’origine.

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2020, benvenuto alla scuola Penny Wirton

Pure se la Befana tutte le feste si porta via, nelle scuole Penny Wirton in Italia e nel mondo, c’è sempre qualcosa da festeggiare: l’allegria, la solidarietà, le emozioni, la voglia di stare insieme e guardare verso un futuro migliore. Ripercorriamo pensieri, parole e auguri dal nord al sud Italia, dalle voci dei migranti a quelle dei volontari.

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Ricette internazionali: le dolci Zha Gao di Li

Zha Gao è il nome un tipico dolce cinese. Letteralmente Zha Gao significa il dolce fatto nell’olio caldo, “Zha” sta per cucina nell’olio, e “Gao” è un tipo di pasta. La studentessa cinese Li, che frequenta la scuola Penny Wirton di Lucca, ci propone qui la ricetta di queste frittelle

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Shoah: Affinati, addio a Terracina. Ora proviamo a imparare dal passato

Piero Terracina è uno degli ultimi sopravvissuti allo sterminio nazista che ci lascia e “la sua morte assomiglia alla caduta a schianto di un calcinaccio del Novecento, forse il secolo più sanguinario della storia” soprattutto se pensiamo “alla recrudescenza razzista a cui assistiamo in Europa e purtroppo anche nel nostro Paese”, scrive Eraldo Affinati in un articolo pubblicato dal quotidiano Avvenire.

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