Trento: la lingua è musica, imparare l’italiano con il liuto

A Trento alla Penny Wirton, scuola di italiano gratuita per migranti, si sperimentano le analogie tra la lingua e la musica. Da maggio scorso, in collaborazione con il docente di Musicoterapia Andrea Ruocco, le lezioni – di tanto in tanto – sono state accompagnate da jam session musicali. Il guembri, un liuto arabo tradizionale in Maghreb, e altri strumenti africani del Marocco, della Guinea e dell’area subsahariana, sono stati protagonisti di un “linguaggio comune” che “ha arricchito ulteriormente il nostro viaggio condiviso di apprendimento e scoperta”, racconta Ruocco nella relazione che ci invia per la fine del progetto.


Trento: la musica per imparare a comunicare
di Andrea Ruocco

La mia esperienza alla scuola per migranti Penny Wirton di Trento è iniziata nel mese di maggio, quando ho cominciato un tirocinio di musicoterapia. La mia motivazione principale era quella di offrire supporto e un’opportunità di espressione creativa attraverso la musica a coloro che stavano vivendo una fase di transizione e cambiamento così significativa, come quella dell’immigrazione.

Ho preparato un progetto che coinvolgeva l’uso di strumenti musicali, in particolare strumenti a percussione come tamburi e strumenti a corde come la chitarra e il guembri. Il guembri, uno strumento tradizionale tipico del Maghreb, è stato un elemento chiave. Si tratta di un liuto arabo che ha una grande importanza nella cultura Gnawa, una tradizione musicale che ha le sue radici nelle regioni dell’attuale Marocco ma che ha anche influenze africane subsahariane, in particolare dalla Guinea. Questo strumento ha aggiunto una dimensione autentica e significativa alla nostra esperienza musicale.

Fin dall’inizio, ho notato che la musica stava svolgendo un ruolo importante nell’abbattere le
barriere e facilitare la comunicazione tra di noi. Molti dei migranti che frequentavano la
scuola provenivano dall’Africa e, in particolare, dalle regioni del Maghreb, quindi la presenza
del guembri e di altri strumenti musicali che richiamavano la cultura Gnawa è stata
particolarmente significativa. Le nostre sessioni musicali non erano solo momenti di apprendimento e espressione, ma anche occasioni per creare legami e favorire la socialità.

La musica, con il suo linguaggio universale, ha permesso a ciascuno di noi di condividere emozioni e storie, superando le differenze linguistiche e culturali. Parlando con i partecipanti durante le sessioni, ho avuto l’opportunità di imparare molto dalla loro cultura e dalle loro tradizioni legate alla musica Gnawa. In particolare, sono rimasto colpito dalla discussione sui colori e dal loro significato simbolico nella cultura Gnawa. Questi momenti di condivisione mi hanno fatto sentire non solo come un tirocinante, ma anche come uno studente della scuola Penny Wirton. Ho iniziato a vedere la cultura Gnawa come un ponte tra le nostre diverse esperienze e come un modo per esplorare insieme la bellezza della diversità culturale attraverso la musica.

In conclusione, la mia esperienza alla scuola per migranti Penny Wirton è stata profondamente arricchente sia dal punto di vista professionale che personale. La musica è stata il nostro linguaggio comune, il guembri il nostro strumento di connessione, e il significato simbolico dei colori nella cultura Gnawa ha arricchito ulteriormente il nostro viaggio condiviso di apprendimento e scoperta. Questa esperienza mi ha insegnato ‘importanza di ascoltare, imparare e connettersi attraverso la musica e la cultura.

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