Bari: un incontro sulla coesistenza tra le religioni
In una società sempre più multiculturale la Penny Wirton Bari sceglie il confronto sulla convivenza tra diverse fedi a scuola e in città
La coesistenza tra diverse fedi religiose, in una società sempre più multiculturale, è stato il tema al centro dell’incontro che si è tenuto nella parrocchia San Carlo Borromeo a Bari con il professore Domenico Copertino dell’università della Basilicata, organizzato dall’associazione Squola senza confini che anima la scuola di italiano gratuita per migranti Penny Wirton Bari. Alla Penny Wirton, infatti, l’inclusione parte dalla conoscenza della lingua ma può arrivare ovunque. “La partecipazione all’incontro è nata da un’esigenza molto concreta del nostro essere volontari”, spiega la referente della Penny Wirton Bari, Rosalina Ammaturo. “Nel lavoro quotidiano con gli studenti ci rendiamo conto di quanto sia importante, per costruire un dialogo autentico, conoscere la cultura di cui sono portatori: una cultura che incide sui comportamenti, sulle relazioni, sul modo di stare a scuola e nella società”, aggiunge.
“Per chi, come noi, opera nell’accoglienza – spiega ancora la referente Ammaturo -, l’educazione al rispetto delle diversità non è un principio astratto, ma una pratica quotidiana. Conoscere l’altro, la sua storia, la sua lingua, le sue tradizioni religiose e culturali, è una condizione necessaria per evitare semplificazioni, pregiudizi e stereotipi, e per trasformare le differenze in occasione di incontro. Il tema della pluralità religiosa e, in particolare, della presenza dell’Islam a Bari si colloca pienamente in questo percorso. Anche il tempo in cui viviamo rende questo incontro particolarmente significativo: il Ramadan, un periodo centrale nella vita dei musulmani. Conoscerne il significato ci aiuta a comprendere meglio le scelte, i ritmi e i vissuti di molti dei nostri studenti. Rallentare, ascoltare, approfondire, per allargare il confronto e promuovere un dialogo interreligioso fondato sulla conoscenza reciproca: con questo spirito, ispirati dal pensiero di Alexander Langer, si è svolto il confronto e il fatto che si sia tenuto nella parrocchia di San Carlo, grazie alla disponibilità di don Angelo Cassano, è un segno concreto e prezioso di apertura e cammino condiviso”.
