Volontariato: messaggio in bottiglia ai grandi della terra

La lettera dei fondatori della Penny Wirton Eraldo Affinati e Luce Lenzi alle centinaia di volontari della scuola di italiano gratuita per migranti

Quello lanciato dalla Penny Wirton, scuola di italiano gratuita per migranti, nella due giorni di assemblea nazionale che ha concluso l’anno didattico 2025-2026 e, idealmente, ha dato il via al successivo 2026-2027 è “un piccolo messaggio di pace in bottiglia da lanciare ai grandi della terra”: lo scrivono in una lettera aperta alle settanta sedi della scuola e alle centinaia di volontari, i fondatori della Penny Wirton Eraldo Affinati e Luce Lenzi.

Ecco la lettera:

Carissime amiche e amici di tutte le Penny Wirton, quest’anno il nostro incontro nazionale ha avuto un sapore speciale perché eravamo davvero in tanti sabato 13 giugno nei locali della sede romana di Casal Bertone: sarebbe davvero troppo lungo elencare i nomi di chi è intervenuto, fra volontari, studenti, persone legate al mondo del volontariato, bambini e adulti, donne e uomini, giovani e anziani. Ricordiamo solo uno per tutti: Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa, amico carissimo, che ci ha commosso con una testimonianza appassionata. Le sue parole, persino quando raccontavano storie drammatiche, erano sempre piene di vita, speranza, amore per l’umanità oltraggiata e vilipesa.

Il giorno dopo, sui greti del Tevere, abbiamo vissuto una seconda giornata campale sotto il sole di Roma. Ci sentiamo di ringraziare col cuore tutti coloro che hanno partecipato, anche soltanto per qualche tratto, da Ponte Milvio a Ponte Marconi. Un cammino di pace che ha avuto il suo punto culminante nello scenario meraviglioso dell’Isola Tiberina. Mentre andavamo avanti, ci siamo conosciuti, scambiando l’uno con l’altro un po’ di noi stessi. Abbiamo parlato di scuola e giustizia, immigrazione e qualità della relazione umana. Sarà difficile dimenticare queste due giornate incredibili di incontri, amicizie, sogni, passioni e fantasie. Tutto nell’assoluta gratuità: un caso forse unico in Italia e chissà, come dice qualcuno, nel mondo. E’ stato possibile grazie a tutti noi. Facciamoci un applauso, ce lo meritiamo.

Considerate questa breve lettera un piccolo messaggio in bottiglia da lanciare ai grandi della Terra: non la leggeranno mai, è ovvio, ma noi sappiamo che le ore trascorse insieme alla Penny Wirton sono state invenzioni dal vero.

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