Volontariato: la Penny Wirton “agli” esami di maturità

Anche la Penny Wirton, scuola di italiano gratuita per migranti, quest’anno ha avuto i suoi esami di maturità. È successo a Forlì dove nel corso degli esami di Stato molti degli studenti in alternanza scuola lavoro hanno parlato dell’esperienza dell’insegnamento dell’italiano ai migranti fatta nella sede di Forlì.

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Italiano: riscoprire la lingua insegnandola

Caterina Nisi, volontaria della Penny Wirton, scuola di italiano gratuita per migranti, di Bologna in questo racconto ci accompagna alla riscoperta della lingua italiana attraverso la relazione umana che si instaura nell’insegnamento della lingua ai migranti. E lo fa ripercorrendo alcune lezioni con Hassan, nome di fantasia, di un giovane studente nigeriano

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Volontariato: quelle relazioni umane al di là degli schermi

Partito all’età di diciassette anni per lavorare in miniera, in condizioni di solitudine, emarginazione e discriminazione, il padre di Silvana Bozzi, volontaria della Penny Wirton, scuola di italiano gratuita per migranti, le ha trasmesso la spinta ad aiutare le persone più deboli. In questo racconto scopriamo con stupore la potenza delle relazioni umane che si instaurano anche al di là dello schermo di un computer.

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Migranti: un affaccio sul mondo grazie alla Dad

Chiusi in camera, a causa dell’emergenza sanitaria, ma con un affaccio sul mondo di fuori grazie alla Dad, la didattica a distanza attivata alla Penny Wirton, scuola di italiano gratuita per migranti. Da alcuni mesi la Penny Wirton, infatti, raggiunge donne, uomini e minorenni non accompagnati direttamente nei centri di accoglienza grazie a una vera e propria rivoluzione telematica operata dalle maestre e dai maestri.

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Volontariato: anche a distanza, sempre la stessa Penny Wirton

Fausta Petraccaro, volontaria presso la sede di Bologna Centro, racconta l’esperienza della didattica a distanza alla Penny Wirton, scuola di italiano gratuita per migranti, con una coppia di giovani genitori somali, Un post che fa riflettere sulla rivoluzione telematica, che ha investito anche il mondo della scuola e del volontariato a seguito dell’emergenza coronavirus.

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Scuola: che resterà di noi quando il coronavirus sarà un ricordo

Le comunicazioni telematiche, una fascia colorata che copre i capelli, la clausura di uno e molti altri migranti che stanno affrontando il periodo di emergenza sanitaria nei centri di accoglienza, un sorriso e una canzone che rompono il ghiaccio, la fatica e le emozioni: tutto questo e molto altro ancora resterà per sempre in noi, anche quando questo periodo sarà un lontano ricordo.

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Migranti: Runa, Ramim e Doel, tempo di lezioni a distanza

In questo articolo Letizia Perticarini, volontaria della scuola di italiano per migranti Penny Wirton di Roma, ci parla di Ramin che scrive e parla perfettamente in italiano, mentre disegna animali della sua terra di cui ha solo sentito parlare, e di sua madre che con l’italiano ha ancora alcune difficoltà. Un post che racconta l’esperienza della lezione a distanza e ci fa riflettere, ancora una volta, sull’importanza del diritto alla cittadinanza per questi bambini, già italiani a tutti gli effetti.

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Migranti e coronavirus: o ci salviamo insieme o nessuno si salverà

Sentimenti opposti, che vanno da un capo all’altro delle emozioni, si incontrano in questa lettera di Massimo Tesei che, a nome della Penny Wirton di Forlì, ci ricorda che a questo mondo siamo tutti interconnessi e, in questo periodo in cui affrontiamo l’emergenza coronavirus più che mai, e quindi “o ci salviamo insieme o nessuno si salverà”.

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