Migranti: storie dai Cpim, il giornalino dei ragazzi

Le storie dei migranti, raccontate direttamente dai ragazzi dei centri di accoglienza, ora sono in un giornalino. Al Cpim Tata Giovanni di Roma, Comunità educativa di pronta accoglienza per minorenni, è stato aperto infatti un mensile realizzato dagli adolescenti stessi, alcuni dei quali sono anche studenti della Penny Wirton, scuola di italiano gratuita per migranti, di Roma.

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Volontariato: quelle relazioni umane al di là degli schermi

Partito all’età di diciassette anni per lavorare in miniera, in condizioni di solitudine, emarginazione e discriminazione, il padre di Silvana Bozzi, volontaria della Penny Wirton, scuola di italiano gratuita per migranti, le ha trasmesso la spinta ad aiutare le persone più deboli. In questo racconto scopriamo con stupore la potenza delle relazioni umane che si instaurano anche al di là dello schermo di un computer.

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Migranti e coronavirus: o ci salviamo insieme o nessuno si salverà

Sentimenti opposti, che vanno da un capo all’altro delle emozioni, si incontrano in questa lettera di Massimo Tesei che, a nome della Penny Wirton di Forlì, ci ricorda che a questo mondo siamo tutti interconnessi e, in questo periodo in cui affrontiamo l’emergenza coronavirus più che mai, e quindi “o ci salviamo insieme o nessuno si salverà”.

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Scuola: la lezione di Sarah sul diritto allo studio

L’ordinanza emanata dalla Presidenza del Consiglio a seguito dell’allarme per la diffusione del coronavirus, sta comportando in diverse regioni italiane, la chiusura delle scuole. Sono diverse anche le Penny Wirton, scuole di italiano gratuite per migranti, investite da questo provvedimento. La studentessa nigeriana Sarah, con i suoi soli 15 anni ci fa riflettere sull’importanza del diritto allo studio.

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Migranti: Dimmi, un concorso tutto per loro

“Custodire un patrimonio culturale che rischia di essere perduto, e contrastare gli stereotipi sulla migrazione attraverso la testimonianza di chi l’ha vissuta in prima persona”. È questo l’obiettivo del progetto Dimmi, Diari multimediali migranti, che lancia la quinta edizione del concorso nazionale rivolto a persone di origine o provenienza straniera che vivono o hanno vissuto in Italia o nella Repubblica di San Marino.

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Migranti: Laurent, storia di coraggio e dolore

La storia di un ragazzino ivoriano che nel tentativo di raggiungere la Francia si è nascosto nel vano del carrello di un aereo ed è arrivato assiderato a Parigi ha suscitato sgomento, dolore e indignazione. In questo post l’insegnante volontaria, Letizia, ci fa riflettere su questa storia di coraggio ma anche id immenso dolore.

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Un amore multiculturale

Zea Rehman è pakistano ed è arrivato in Italia quando aveva 12 anni. Dal 2009 vive a Senigallia. Qui ha frequentato l’istituto alberghiero e ha incontrato Federica: coetanea, italiana. In questo racconto ci porta per mano tra le difficoltà di una storia d’amore tormentata a causa della contrarietà della sua famiglia d’origine.

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Migranti: storia di Duda e di migliaia di altri

Duda è il nome di fantasia di uno degli studenti senegalesi che frequentano la Penny Wirton di Senigallia. La sua storia parla per lui e per le migliaia di uomini e donne che affrontano con coraggio viaggi impensabili per costruire un futuro migliore, per loro, per le loro famiglie, per tutti noi che speriamo in un mondo multiculturale e unito nel rispetto dei diritti umani fondamentali.

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Liliana Segre: non lasciamola sola, ragazzi!

Liliana Segre ha 89 anni ed è una delle ultime sopravvissute, ancora in vita, della Shoah. È la prima sopravvissuta all’Olocausto che nel nostro secolo, figlio della Costituzione italiana, della dichiarazione universale dei diritti umani dell’Onu e del manifesto di Ventotene da cui è nata l’Unione europea, è costretta a girare in Italia scortata da due carabinieri a tutela della propria incolumità. “Una vicenda che segna una deriva culturale profonda”, scrive Eraldo Affinati.

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Migranti: che cosa spiegheremo alle generazioni future

Sui migranti, un giorno, qualcuno dovrà spiegare alle generazioni future le scelte che noi oggi, tutti insieme come società, stiamo facendo. Su questo, e su molto altro, ci fa riflettere Eraldo Affinati in questo articolo partendo dall’immagine del piccolo Divine che trasporta sulle spalle un mappamondo.

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