Penny Wirton: nona assemblea nazionale in diretta
A Roma da tutto il Paese e da tutti i Paesi del mondo…
Al via la nona assemblea nazionale della Penny Wirton, scuola di italiano gratuita per migranti. Con quasi 200 partecipanti dalle 70 sedi in tutto il Paese e da tutti i Paesi del mondo, l’assemblea è cominciata con i saluti del fondatore Eraldo Affinati e con le testimonianze di insegnanti volontari e studenti migranti, adulti e minorenni.
Sulla pagina Facebook del blog è in corso la diretta video con i principali momenti
Qui invece puoi leggere in diretta il racconto della giornata
ore 10:00 – Al via l’accoglienza nella sede centrale della Penny Wirton di Roma nel quartiere Casal Bertone, arrivano delegazioni da tutta Italia: Bari, Bologna, Borgo San Lorenzo, Brescia, Codogno, Cuneo, Faenza, Fara Sabina, Fidenza, Forlì, Frascati, Lanciano, Latina, Limana, Manziana, Milano, Modena, Monterotondo, Padova, Pinerolo, Reggio Emilia, Rovereto, Salerno, San Giovanni in Persiceto, Sassari, Siena, Torino, Trento, Treviso e molte altre, tra cui tante collegate anche in streming.
ore 10:30 – Il fondatore Eraldo Affinati saluta i partecipanti, sono quasi 200 da tutto il Paese e da tutti i Paesi del mondo, grazie alla rappresentanza degli studenti e delle studentesse migranti.
ore 11:00 – La testimonianza di Pietro Bartolo, medico di Lampedusa.
Bartolo ha raccontato la sua esperienza di medico di Lampedusa, dalla laurea ottenuta con grande sacrificio, poiché figlio di una famiglia numerosa in una piccola isola che, al tempo, non era indicata neanche sulle carte geografiche, al Parlamento europeo. Ritorniamo umani, è la frase scelta per accompagnare il suo intervento. La frase richiama il motto “restiamo umani” dell’attivista Vittorio Arrigoni, ucciso nel 2011 a Gaza. “Mi sono reso conto che non bastava più il verbo restare, dobbiamo ritornare umani”, ha detto Bartolo. “I migranti prima arrivavano con le cosiddette carrette del mare, in legno e ferro, c’erano gli scafisti a bordo. Ora non è più così, sono cambiate le modalità: le barche sono diventate sempre più piccole, fino a quelle attuali, il 90 per cento affonda. Ne arrivano decine, da sempre: dalla Siria, dall’Afghanistan, adesso dalla Palestina, a seconda di quello che succede nel mondo”. Bartolo, poi, ha raccontato la prima morte per naufragio accertata, quella di un bambino annegato: “Ho fatto l’errore di aprirgli gli occhi e quegli occhi da allora mi tormentano, mi inseguono anche nei sogni”. Fino all’esperienza al Parlamento europeo: “Ho lavorato tanto ma avevo tutti contro, destra e sinistra, senza distinzioni”, ha detto. E ha spiegato le motivazioni per le quali si è ricandidato, seppure non sia stato rieletto: “Volevo tornare al Parlamento europeo, non perché sono ambizioso, ma perché volevo dare risposte alle persone che mi avevano votato, a quelle che vivono dall’altra parte del Mediterraneo e volevo dare risposte ai miei nipoti che sto vedendo crescere su Whatsapp perché sono sempre in giro per il mondo. Un giorno, tutto questo finirà e finirà sui libri di storia, perché questo è un genocidio, parliamo di centomila morti, è un nuovo olocausto, non lo è ancora nei numeri ma se continuiamo così lo sarà anche nei numeri. A un certo punto però finirà, perché noi lo faremo finire, e finirà nei libri di storia. E in quei libri forse ci sarà anche il mio nome, o forse sarà citato soltanto un medico a Lampedusa. Non voglio che i miei nipoti mi dicano: Tu sapevi meglio degli altri quello che accadeva e sei stato incapace. Questa è una parte della verità. L’altra parte è che io voglio dare risposte al primo bambino di cui ho dovuto accertare la morte. E’ il mio modo di dire a lui: non ho potuto salvare te, ma ho cercato di salvare gli altri. Vado in giro per il mondo per cercare di cambiare questa narrazione tossica di alcune persone contro altre che non hanno mai visto”.
Prima di salutare la platea, Bartolo ha annunciato anche l’avvio della Rete Lampedusa, che sarà presentata a Roma il prossimo 15 luglio. Per saperne di più CLICCA QUI
ore 12:30 – Le testimonianze dei migranti.
Aman Yihdego, ex studente della Penny Wirton Roma è arrivato accompagnato dalla moglie e dai due figli. “Sono cresciuto alla Città dei Ragazzi di Roma – ha raccontato -. Sono arrivato lì a 8 anni, in una comunità che accoglieva ragazzi con storie molto diverse: chi veniva da situazioni familiari difficili, chi dalla guerra e chi dalla povertà. Non era un posto perfetto. Era un luogo complesso, a volte duro. Ma era anche un luogo dove qualcuno provava a tenerti in piedi. E credo che nella vita questo faccia la differenza: incontrare qualcuno che, quando tu non sai ancora chi sei, ti guarda e ti fa sentire di valere qualcosa. Per me quella persona è stata Monsignor Carroll-Abbing. Era un uomo piccolo fisicamente, ma emanava una grande energia. Bastava il suo sorriso. Un sorriso che ti toglieva un po’ di paura, che ti faceva sentire visto e accolto. Ti faceva pensare: forse andrà tutto bene. Anni dopo, Luce, leggendo la mia tesi sulla Città dei Ragazzi, mi scrisse una frase che porto ancora dentro: che io ero figlio ed erede di Monsignore, e che quel suo sorriso poteva irradiarsi anche dai miei occhi. Quella frase mi ha accompagnato molto. Perché forse educare significa proprio questo: ricevere uno sguardo buono e, un giorno, provare a restituirlo. Questo è stato anche il mio cammino. E sono grato di poterlo raccontare qui, oggi, insieme a voi. Sono qui per dire grazie. E per ricordare che ogni persona ha bisogno, almeno una volta nella vita, di incontrare qualcuno che la guardi e le dica: Tu non sei solo. Io ti vedo. E da qui puoi ricominciare”.
ore 13:30 – Pausa pranzo
ore 14:30 – La fondatrice della Penny Wirton, Anna Luce Lenzi, illustra il terzo volume “Il libro dei giochi” del testo didattico della Penny Wirton “Italiani anche noi”, edito da Erickson. “Si aggiunge agli altri due, quello rosso e quello blu – ha spiegato Lenzi -. Questo verde è dedicato esclusivamente ai giochi, si avvale del grande supporto delle figure come gli altri due libri. Abbiamo introdotto anche tre pagine, sono tre acquerelli, con cui attraverso un racconto di Eraldo Affinati proviamo a raccontare lo straniamento che si prova, che provano tanti migranti, quando arrivano in un Paese nuovo e di cui non capiscono la lingua. Il libro si avvale del foglio trasparente cancellabile, che permette agli studenti di fare i giochi e gli esercizi e alle scuole di non consumare i libri”.
Una demo del libro è consultabile online CLICCA QUI
Il fondatore della Penny Wirton, Eraldo Affinati, illustra il percorso di domenica 14 giugno, quando i rappresentanti delle 70 scuole di italiano gratuite per migranti si metteranno in cammino per la pace. Si parte alle 9:30 da Ponte Milvio, l’arrivo è a Ponte Marconi ed è previsto per il primo pomeriggio. Lungo i 14 chilometri della marcia, sono previste diverse soste dove studenti e docenti porteranno le loro testimonianze. E al termine i racconti, le foto e i video saranno parte di un libro e di un reportage.
Proseguono le testimonianze da remoto, con le scuole collegate da Messina a Treviso.
ore 16:30 – conclusioni
Il fondatore della Penny Wirton, Eraldo Affinati, conclude la prima giornata della nona assemblea nazionale e dà appuntamento a domani, per il cammino della pace. “Tutte le testimonianze che avete portato sono significative, ognuno tornerà a casa con tanta energia. Domani ci vediamo a Ponte Milvio e con chi non c’è domani ci vediamo il prossimo anno”, ha detto.
Alcuni scatti della mattinata












