Migranti: l’uguaglianza si impara nella diversità
Un toccante reportage nelle aule della Penny Wirton, scuola di italiano gratuita per migranti
La Penny Wirton, scuola di italiano gratuita per migranti, è una scuola in cui si impara l’uguaglianza attraversando le diversità. Lo racconta bene Elisa Calessi in questo reportage per il quotidiano L’Osservatore Romano e pubblicato anche sull’ultimo numero dell’inserto “Donne, Chiesa, Mondo“.
Calessi ci accompagna nelle aule di una delle sedi della Penny Wirton Roma, all’Ostiense, dove si incontrano “Sofia, 19 anni, ultimo anno di liceo scientifico, fa lezione ad Amour, 39 anni, che viene dal Marocco. A fianco Claudio, cinquantenne, segue Ali, egiziano di 26 anni, con il sogno di fare l’interprete. Conosciamo Andrej, 21 anni, di Leopoli, che dovrà sostenere un esame d’italiano per ottenere il riconoscimento dei due anni di università fatti in Ucraina. Poi Sohag, 25 anni, nato in Bangladesh, con due volontarie: Silvia, ex giornalista, e Vilma, ex dipendente pubblica. Ed Asanga, che viene dallo Sri Lanka, con Livia, 30 anni, alla Penny Wirton ormai da due anni”. Con la fondatrice Anna Luce Lenzi, ci fa ripercorrere la storia e il metodo della scuola: “Quando guardi in faccia la persona a cui insegni, capisci cosa va bene, cosa non va bene, dove devi cambiare”. E dalla testimonianza di Nadia Resta, storica volontaria della sede romana, ci ricorda che il segreto della Penny Wirton è “il fatto che tutti sono trattati come persone. Il rapporto uno a uno permette questa attenzione. Non sei uno tra i tanti, ma sei proprio tu e sei curato nella tua individualità. Se leggi da destra a sinistra, non puoi stare con chi legge da sinistra a destra. Accogliamo le diversità. E li guardiamo negli occhi”.
Qui l’articolo completo UNO AD UNO, PER IMPARARE L’UGUAGLIANZA
