Scuola: ripartite le settanta Penny Wirton d’Italia

La carica delle centinaia di docenti volontari e studenti migranti dà il via al nuovo anno didattico

Da Roma a Milano, da Trento a Forlì e poi Trieste, Bologna, Bari e tutte le altre città: dal Nord al Sud d’Italia la Penny Wirton, scuola di italiano gratuita per migranti, con l’autunno è ripartita a pieno ritmo in tutte le quasi settanta sedi distribuite lungo la stivale e oltre.

Nel mese di settembre le prime riaperture, dopo la pausa estiva. In questi primi giorni di ottobre, poi, serrande alzate in tutte le aule di parrocchie, centri civici, istituti scolastici, palestre e spazi culturali che ospitano il metodo uno a uno, senza classi e senza voti, fondato da Eraldo Affinati e Luce Lenzi.

Sono molte le scuole, però, per cui il rientro è stato soltanto formale perché non hanno mai chiuso i battenti. Tra queste c’è la Penny Wirton di Pordenone: “Siamo rimasti aperti tutta l’estate e continuiamo il mercoledì e il venerdì con le nostre lezioni”, spiega la referente Barbara Giannelli. Idem, per quella di Trieste dove alcune insegnanti volontarie “hanno proseguito le lezioni in modo individuale per i ragazzi che avevano bisogno di un potenziamento per i loro percorsi scolastici oppure erano prossimi a un inserimento lavorativo”, fa sapere Maria Masolin.

A Manziana, in provincia di Roma, invece, docenti e studenti si sono ritrovati a metà settembre e con qualche novità. “Quest’anno c’è un piccolo gruppo tutto nuovo, sorto spontaneamente – racconta Pia Maria Colavolpe -. Sono tutti motivatissimi ed è una gioia veder sorridere persone che hanno vissuto per tre anni un inferno in Pakistan. Abbiamo una magica coincidenza, 12 volontari e 12 allievi dai 4 ai 50 anni, tutti parte di una variegata famiglia afghana”.

Grandi novità anche a Bologna dove accanto all’italiano, il sabato mattina si fa anche “alfabetizzazione informatica”, in un mondo sempre più digitale e che richiede, soprattutto ai giovani che cercano di integrarsi attraverso lo studio e il lavoro, conoscenze informatiche.

E c’è fermento anche a Bari, dove le attività extrascolastiche non mancano, grazie all’associazione “Squola senza confini”. “Il clima è allegro: ieri eravamo in tanti, c’era chi imparava i suoni dell’alfabeto, chi giocava a memory, chi si esercitava nella lettura ad alta voce e nella comprensione, chi spiegava come si prepara il cous cous alla tunisina”, spiegano i volontari sui social.

Clima festoso anche a Forlì, dove le lezioni sono ripartite da pochissimi giorni: “Volontari e studenti alla Penny Wirton sono un patrimonio ricchissimo di sensibilità e di valori condivisi che seguono lo spirito di una scuola un po’ diversa e davvero speciale, un po’ irregolare ma accogliente verso tutti e centrata sulla persona, qualunque essa sia, da qualsiasi luogo provenga. Perché tanti italiani sono ancora davvero ‘brava gente’ e sanno sempre da che parte stare”, scrive il referente Valter Regoli.

E l’allegria della Penny Wirton ha contagiato le piazze a Trento, dove la ripresa è stata accompagnata dalla partecipazione alla Settimana dell’accoglienza, con grandi tavolate didattiche che hanno visto riuniti insegnanti e studenti in strada, all’ombra dei gazebo e di un sorriso.

L’entusiasmo, dopotutto, è segno distintivo in tutte le 67 Penny Wirton d’Italia. In particolare a Roma, dove la scuola di italiano gratuita per migranti è nata – oggi conta ben due sedi con lezioni quattro giorni su sette – e quest’anno è diventata maggiorenne. “Diciotto anni di attività ininterrotta e in piena espansione, grazie all’apporto gratuito e appassionato di centinaia di volontarie e volontari”, hanno commentato i fondatori.

ED ECCO QUI ALCUNI SCATTI DALLE SCUOLE IN PIENA ATTIVITA’

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