Liliana Segre: non lasciamola sola, ragazzi!

Liliana Segre ha 89 anni ed è una delle ultime sopravvissute, ancora in vita, della Shoah. Nel 1944 da Milano, ancora ragazzina, è stata deportata insieme al padre, ucciso pochi giorni dopo, nei campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau.

Oggi, in quanto senatrice a vita, Liliana Segre ha proposto l’istituzione di una commissione parlamentare straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza e razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza che ha generato una grande attenzione mediatica e un acceso dibattito politico sulla legittimità o meno della stessa commissione.

Prima ancora che la commissione venga istituita, a seguito dell’approvazione in Senato con 151 voti favorevoli, nessun contrario e 98 astenuti della sola mozione per l’istituzione della stessa, Liliana Segre è stata bersaglio di insulti e minacce. Ultimo episodio uno striscione comparso a Milano durante un suo intervento pubblico, che ha portato lo Stato a riconoscerle la tutela delle forze dell’ordine.

Liliana Segre è la prima sopravvissuta all’Olocausto che nel nostro secolo, figlio della Costituzione italiana, della dichiarazione universale dei diritti umani dell’Onu e del manifesto di Ventotene da cui è nata l’Unione europea, è costretta a girare in Italia scortata da due carabinieri a tutela della propria incolumità.

Un fatto storicamente gravissimo che Eraldo Affinati, scrittore e fondatore della scuola Penny Wirton, in un recente articolo definisce “una vicenda che segna una deriva culturale profonda: se nelle aule del Parlamento italiano una storia come la sua subisce la strumentalizzazione a cui abbiamo assistito nei giorni scorsi significa che qualcosa, fuori e dentro di noi, si è spezzato”. Una vicenda che deve farci riflettere sul livello d’intolleranza nei confronti dell’altro e del diverso che è stato raggiunto nel nostro Paese.

Anche le leggi razziali in Italia e in Europa si affermarono nell’inconsapevolezza di quanti credettero, a torto, che tutto sommato non sarebbe accaduto niente di troppo grave e stettero a guardare. Per questo I Quaderni della Penny Wirton invitano a leggere, per riflettere e soprattutto per non dimenticare l’articolo di Eraldo Affinati pubblicato sul quotidiano Avvenire.

Liliana Segre, la Shoah e il Muro. Non lasciateci soli ragazzi

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