Pakistan: Abaid, due tre cose che imparato “sulla” e “alla” scuola

Abaid Malik ha diciassette anni. E’ nato a Sialkot in Pakistan, una delle città della regione del Punjab. In Italia ci è arrivato due anni fa, da solo, e ha trovato casa in una struttura d’accoglienza per minorenni non accompagnati a Roma. Abaid, che molti chiamano Malik confondendo il suo nome con il suo cognome, da grande spera di fare il meccanico (lui dice “l’operatore meccanico”) ma tutti hanno visto che ha una buona creatività e propensione per le attività artistiche. Per questo, nell’anno scolastico 2018-2019 in occasione di un concorso, è stato incoraggiato dagli insegnanti della scuola Penny Wirton a realizzare un progetto. Abaid ha realizzato, da solo e con un’app sul cellulare, un video a tema sulla pace nel mondo e come base musicale ha scelto la canzone italiana “Il mio nome è mai più” di Jova, Liga e Pelù. Adesso, dopo due anni intensi di scuola (eh già, dopo un solo mese in Italia faceva già parte della grande famiglia della Penny Wirton) ha deciso, anche se è un po’ timido, di raccontare qui la sua esperienza con l’apprendimento dell’italiano.

La scuola
di Abaid Malik

Penny Wirton per me è stata una scuola importante perché è una scuola dove ho imparato la maggior parte d’italiano.

Io alla scuola Penny Wirton ci vado da quasi due anni e in questo tempo ne ho imparate tantissime di cose; lì ho conosciuto delle persone vogliose, cioé collaborative, ma nel senso che hanno proprio la voglia di insegnare la lingua a noi ed è una cosa bellissima.

La Penny Wirton è una scuola che si mette a disposizione nel farci imparare la lingua italiana, è una scuola dove mi sono divertito moltissimo e sto continuando a divertirmi.

Vorrei raccontare una cosa degli insegnanti di Penny Wirton che è quando mi metto a studiare davanti all’insegnante e dentro di lui vedo proprio la passione per farmi la lezione d’italiano ed è una cosa che mi piace assai.

È una scuola ottima per chi non sa parlare l’italiano. È una scuola in cui l’italiano si fa imparare anche facendo dei giochi.

Vorrei raccontare la mia esperienza prima che andassi a questa scuola che mi chiedevo: “Non so come sarà questa scuola, non come farò imparare l’italiano o non riuscirò ad impararlo” e poi alla fine è andata bene. Vabbè, nelle prime lezioni ovviamente ho avuto un po’ di difficoltà nel parlare la lingua con l’insegnante, poiché non sapevo parlare e magari se volevo chiedergli qualcosa non glielo potevo chiedere, temevo di sbagliare nel formulare le frasi; e poi dopo col tempo la mia paura piano piano iniziava ad andarsene e così riuscivo a formulare le frasi un po’ meglio rispetto a come le formulavo prima.

Vorrei raccontare un’altra mia esperienza che riguarda la lezione. Praticamente un giorno mi metto a studiare con un’insegnante e lei mi chiede di imparare il congiuntivo. Io le dico: “Guarda io non lo voglio imparare perché è troppo difficile”, lei mi dice: “no, non è difficile”. Io ci ho creduto e ho iniziato ad impararlo e poi alla fine mi è stato utile, per questo ringrazio a quell’insegnante che mi ha fatto imparare il congiuntivo. Penso che se non mi avesse chiesto lei questa cosa probabilmente io non lo avrei imparato.

Ringrazio a tutti gli insegnanti della Penny Wirton per tutto ciò che mi hanno insegnato, ma soprattutto ringrazio a Eraldo e Luce perché sono stati loro a fondarla la scuola e fanno tutte le cose per la scuola volontariamente. Veramente sono delle persone fantastiche, collaborative e soprattutto educate. Mi auguro che la Penny Wirton prosegua così come sta proseguendo da sempre. Evviva Penny Wirton, evviva la scuola.

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